Dentro e fuori, fuori e dentro

Comunque, quel che è certo è che da quando è nata Internet, la biblioteca (il luogo dedicato al contatto con il testo) deve fare i conti con un universo testuale – e non solo testuale – che sta fuori, che la circonda e la avvolge. Un mondo numero 3, dopo il mondo n. 1 (quello della realtà) e il mondo n. 2 (quello dei libri di carta), raggiungibile attraverso i nostri computer grandi o piccoli come un telefonino.

Quando Internet è nata, quando i bibliotecari si sono accorti che fuori dalla biblioteca c’era un’altra, immensa e affascinante biblioteca, o qualcosa di simile, hanno cominciato a fare quello che puoi immaginare. Hanno cominciato ad esplorarla. Anche perché si sono resi conto di attraversare un paesaggio che già conoscevano un po’ e che potevano descrivere meglio di altri. Hanno pensato che la biblioteca fosse un modello per interpretare Internet e hanno cercato di mettere un po’ di ordine in questa nuova biblioteca. Hanno cercato di catalogare quelli che sembravano i documenti più importanti, anche se ben presto si sono resi conto che era impossibile. Hanno portato dentro quello che stava fuori e fuori quello che stava dentro.

Ora Internet non è più una novità. I lettori che si trovano in biblioteca sanno che fuori c’è un universo di documenti e mille strumenti di comunicazione. Se chi accede alla rete spesso non sa cosa sono le biblioteche, chi frequenta le biblioteche quasi sempre sa bene che esiste la rete e chiede o si aspetta di poterla usare. I bibliotecari hanno capito che Internet è diventato il loro nuovo ambiente di lavoro, ogni giorno. E ogni giorno c’è una novità che può cambiare le abitudini dei lettori. Qual’è ora il rapporto tra il dentro e il fuori? Cosa fanno in rete le biblioteche?

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