Epilogo: ritorno al mondo n. 1

Dopo aver immaginato il futuro, non ho più niente da raccontarti. Questa visita guidata è finita. Uscendo dalla biblioteca e dal mondo di testi che la circonda, torna tra i tuoi amici. Alla tua età, vivere la realtà è più bello che pensarla o leggerla.

C’è un film di Ermanno Olmi che si intitola Cento chiodi. Puoi vederne il trailer su YouTube. Si apre con la scena di una biblioteca (la sala storica della Biblioteca universitaria di Bologna). Si vedono decine di libri sparsi per terra e sui tavoli, trafitti da lunghi chiodi. Il colpevole, il protagonista, è un giovane professore che ha deciso di abbandonare i libri e vivere come un eremita cristiano, in riva al fiume. E’ quasi un grido contro la parola scritta che può soffocare la vita. Infatti la battuta chiave del film è: “Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico”. E’ vero? In biblioteca c’è una vita artificiale?

Quello che è vero è che – molto spesso – una briciola di realtà condivisa con chi ci sta vicino, sinceramente vissuta, è più importante di un pezzo di realtà pensata e scritta. Tuttavia, ho l’impressione che oggi il pericolo maggiore non venga da quei libri sugli scaffali, ma venga dalla realtà solo ascoltata o solo vista sugli schermi, ancora più ingannevole perché ci illude di viverla senza mediazioni, di starci dentro, di conoscere le persone che ce la raccontano come fossero amici.

Quello che spero tu abbia capito, insieme a me, è che il mondo delle biblioteche e dei libri è destinato a cambiare profondamente. Che viviamo in un momento storico che non tornerà più. Un momento magico che mi spaventa ma sono contento di condividere con te.

Siamo vicini al foro della clessidra, possiamo già percepire che nell’altra ampolla le cose saranno molto diverse. E tuttavia continuiamo ad essere sabbia: i primi granelli (come te) scendono rapidissimi, quelli più lontani possono illudersi che non stia succedendo nulla.

Io mi sento a metà strada.