Sì, Internet è una biblioteca

Pensa a ciò che puoi fare attraverso Internet e che ti sembra ovvio e facile. Ti accorgerai che, per molti versi, è simile, molto simile, a ciò che puoi fare in una biblioteca.

Internet è uno straordinario contenitore di testi. Proprio come in una biblioteca immensa, senza confini di lingua o di alfabeto, senza limiti di spazio, senza limiti di materia scrittoria, i testi si accumulano stipati senza un ordine apparente in computer collocati chissà dove nei cinque continenti. In questa biblioteca infinita chiunque può essere autore aprendo un blog o scrivendo una pagina web. Ma anche gli autori del mondo n. 2, quello dei libri di carta, sono in rete poiché le case editrici, le università, le istituzioni di ricerca e di formazione, le amministrazioni pubbliche pubblicano documenti digitali originali o ripubblicano in Internet versioni elettroniche di libri, periodici o altri testi a stampa. Molte sono gratuite, alcune sono a pagamento. Puoi per esempio leggere liberamente gli atti dell’Assemblea costituente che tra il 1946 e il 1947 discusse e approvò la Costituzione italiana. Ma dovrai pagare per leggere l’ultimo numero de L’espresso.

In Internet ci sono tanti testi anche perché in Internet si scrive. Come in una biblioteca quando entri in contatto con il testo, allo stesso modo, quando sei connesso alla rete, sei spinto ad utilizzare la tastiera. Mai si è scritto tanto come in Internet. Mai uomini comuni hanno pubblicato tanto. Attraverso Internet, scrivere e pubblicare possono coincidere. I blog sono diari che i cittadini del mondo scrivono come su di un quaderno infinito che ognuno può aprire sul proprio schermo e commentare direttamente in rete. In Internet si può scrivere insieme, cosa che non è semplice fare con la carta, dove il rapporto con la materia scrittoria tende ad isolare colui che scrive. Così è nata Wikipedia che incontri in quasi tutte le ricerche che fai tramite Google, l’enciclopedia che si forma per il contributo di persone che abitano paesi lontani, l’enciclopedia continuamente rielaborata e aggiornata, fatta copiando un po’ dalle enciclopedia su carta, oppure attingendo alle conoscenze di chi ha una competenza, una passione, una vocazione. Ed è un’enciclopedia che cresce continuamente, somma di tutte le enciclopedie (generali, disciplinari, di singoli temi o personaggi, in ogni lingua importante e anche in tante lingue minori, dialetti compresi).

In Internet si cercano testi, come in una biblioteca. Ma in biblioteca, per raggiungere i testi, si cercano, attraverso i cataloghi, i documenti che li contengono (i libri, i giornali, le riviste, ecc.). Internet non ha cataloghi. Il catalogo di Internet è un grande indice di tutti i testi che i motori di ricerca possono raggiungere. Come sai, quando cerchi attraverso Google, cerchi dentro i testi. E’ come se i libri si fossero improvvisamente squadernati e il testo si fosse liberato. Quando inserisci un termine nella casellina di Google, non fai altro che consultare un grande indice alfabetico di tutte le parole contenute in tutte le pagine che Google può raggiungere saltando da un link all’altro. Google ricrea periodicamente (ogni 10, 15 giorni, ogni mese, non sappiamo bene) questo indice. Poiché il numero di pagine a cui può arrivare Google è sterminato, le parole che tu cerchi sono spesso presenti in centinaia di miglia di testi. Quali sono i testi più importanti per la tua ricerca? Per Google i più importanti sono quelli più popolari, più conosciuti. In una parola quelli più citati. Più un sito è citato da altri siti, più una pagina è citata da altre pagine, tramite i link, più sarà probabile che occupi le prime posizioni dell’elenco prodotto da Google. E’ un meccanismo basato sull’audience, come per le trasmissioni televisive, non sulla qualità intrinseca giudicata da qualcuno, ma sulla qualità percepita e dimostrata dal numero di link. Per questo, conoscendone le caratteristiche e i limiti devi imparare ad usare meglio anche Google. Per esempio, nella barra laterale che si rende visibile dopo ogni ricerca puoi limitare la ricerca ai blog, o alle news (l’informazione giornalistica), puoi filtrare per data, puoi vedere solo i risultati in italiano, puoi fare ricerche correlate (Google ti suggerisce parole diverse da quelle che hai usato per fare la ricerca). Ma non basta: usando http://www.google.it/language_tools puoi scrivere una domanda in italiano e Google la cercherà nelle lingue che hai indicato traducendo in qualche modo i risultati perché tu possa leggerli; usando Google scholar http://scholar.google.it/ puoi cercare solo tra testi prodotti da studiosi nelle riviste scientifiche o nei siti accademici.

Infine, proprio come in una biblioteca pubblica, in Internet ci si muove in modo libero, seguendo i link, senza uno scopo preciso, immergendosi nel mare dell’informazione per scoprire, nei siti preferiti, le novità che ci interessano, oppure in siti sconosciuti, qualcosa che ci attrae, ci distrae o ci consola.

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