Spazi per leggere

In ogni caso, in ogni biblioteca, vi sono spazi organizzati per facilitare il contatto con i testi. In una piccola biblioteca pubblica di paese spesso ce ne è una sola, magari povera e modesta. In altri casi, le biblioteche storiche e le grandi biblioteche universitarie hanno molte sale. Si tratta di luoghi speciali la cui forma si è modificata nei secoli.

Prova ad immaginare una sala di lettura vista dall’alto. Quelle più antiche, monumentali, ci ricordano le chiese con una sola navata. Le sale di lettura dalla fine del medioevo in poi, fino al settecento, coincidono con l’intera biblioteca. La biblioteca non è altro che una grande sala di lettura: i libri si conservano e si leggono nello stesso luogo. Negli esempi più antichi all’interno della sala-chiesa puoi vedere solo banchi di legno (si chiamano plutei) collocati in fila come i banchi di una chiesa: hanno un piano reclinato che serviva come leggio per chi era seduto nella fila posteriore e un piano sottostante che serviva come custodia dei codici. Ad esempio, nella Biblioteca Malatestiana di Cesena ce ne sono 5 per pluteo, in posizione orizzontale, suddivisi per materia, legati ai banchi con delle catenelle di ferro battuto. Ricorda che prima della stampa i libri erano pochissimi ed erano conservati distesi, uno sopra l’altro. Nessuno scaffale intorno. Solo poche decine di libri preziosi, incatenati all’interno di uno spazio che è come una basilica. La luce per poter leggere entra dalle finestre laterali e da un rosone che si apre sulla parete di fondo. E’ la biblioteca impaginata: si presenta come la pagina di un codice con due colonne di righe parallele.

Più avanti nel tempo, vedrai due file di tavoli, come le panche di una chiesa ad una sola navata: ma quello che conta sono le pareti, tappezzate di libri fino al soffitto. Se le pareti sono molto alte vedrai un ballatoio, in qualche caso addirittura due, per consentire l’accesso alla parte più alta delle scaffalature. Vedrai scale, scalette. Nel salone di Maria Luigia nella Biblioteca palatina di Parma puoi vedere scale grandi come catapulte, su quattro ruote, costituite da due scale sovrapposte come due angoli retti uno dentro l’altro. Attraverso la prima si raggiungono i libri a tre metri di altezza, attraverso la seconda puoi arrivare fino agli ultimi scaffali, a cinque metri dal pavimento, dove trovi i libri di formato più piccolo. Grandi macchine semoventi su 4 ruote. Gli studiosi, se possono, vanno a prendersi i libri da soli. Ma più spesso sono i bibliotecari che arrampicandosi, muovendosi in qualche modo verso l’alto, sfidando la forza di gravità, talvolta pericolosamente, vanno a prendere i libri per i lettori.

In che ordine sono sistemati i libri sugli scaffali di queste sale? Talvolta per formato: allora vedrai nelle scaffalature più basse e facilmente accessibili i libri più alti, a cominciare da quelli in folio (cioè alti fra 30 e 40 cm. perché il foglio di stampa è stato piegato una volta sola), poi mano mano i libri di formato più piccolo. Ciò rende le scaffalature delle biblioteche storiche molto ordinate: veri muri di libri. Le file dei libri della stessa altezza si susseguono. Nell’ambito dei diversi formati, i libri sono ordinati per argomento e allora in cima alle scaffalature a parete potrai vedere dei cartigli con i nomi delle discipline: matematica, filosofia, teologia…

Comunque, sempre immaginando di vedere questo luogo dall’alto, la struttura è semplice: i tavoli in mezzo, i libri sulle pareti, poi il soffitto talvolta affrescato, in fondo alla sala talvolta statue, o un mappamondo. E’ la biblioteca scrigno, o la biblioteca-libro. Così sono la Biblioteca Ambrosiana a Milano o la Biblioteca Casanatense a Roma.

Poi, dal settecento, in molte biblioteche si sono creati degli scaffali a pettine, perpendicolari ai lati lunghi della sala. Si sono creati così degli spazi che assomigliano alle cappelle che accompagnano le navate delle chiese. Come le cappelle sono piccoli luoghi di culto che ripetono la struttura della chiesa, così questi spazi sono luoghi di contatto alternativi a quello centrale. Anche qui vedrai tavoli e intorno pareti di libri.

Poi, diciamo dall’ottocento, le biblioteche hanno dovuto accogliere sempre più libri. La lettura e la conservazione si sono separate. I libri si sono moltiplicati e le sale di lettura si sono trasformate in luoghi dove i bibliotecari collocano una scelta dei libri più utili.

Infine, le sale di lettura delle biblioteche contemporanee sono spesso come pagine web o come la pagina di un quotidiano. Sono spazi articolati che cambiano (guarda gli scaffali: alcuni hanno delle ruote sotto il primo ripiano), con aree che si affiancano a diverso livello, mettendo in evidenza luoghi dedicati a particolari lettori o a particolari documenti, o luoghi nei quali non si legge, ma si guardano immagini o si ascolta musica. [ILLUSTRAZIONE 4] In queste biblioteche è ancora più facile il contatto. Il lettore si muove in biblioteca mimando il muoversi nervoso del mouse sulla pagina per trovare un link e passare ad un’altra pagina. La biblioteca di oggi vuole affascinare, stregare il lettore attraverso la contaminazione dei generi, delle forme di comunicazione, attraverso la grandezza (tanti, tantissimi documenti, spesso direttamente accessibili sugli scaffali) e la molteplicità (libri, immagini, film, musica). Se il lettore antico era affascinato dalla cattedrale dei libri che lo circondava, il lettore moderno è affascinato dal molteplice come in uno straordinario supermercato della cultura e della comunicazione.


Una passeggiata di 5 minuti nella Biblioteca centrale di Seattle, negli Stati Uniti. Un’edificio dalla forma strana, alto 11 piani, in vetro e acciaio.


Il giro del mondo in 40 biblioteche…