Quante biblioteche ci sono?

Le biblioteche sono tante (avrai sentito parlare di biblioteche nazionali, universitarie, pubbliche, scolastiche, di conservazione, ecc.), ma, alla fine, le ragioni per andare in biblioteca sono tre: si va in biblioteca per un’esigenza creativa sui testi, per informarsi, o perché si cerca un’esperienza piacevole, una distrazione, una ricreazione.

Creativa vuol dire che chi va in biblioteca sta lavorando sui testi, sta creando nuovi legami, sta elaborando nuovi percorsi di conoscenza, grandi o piccoli che siano. Questo lo fanno non solo gli studiosi (professori, ricercatori, appassionati di una qualche disciplina) ma anche gli studenti quando preparano la loro tesi o tesina, quando sono costretti a scrivere sulla base di ciò che hanno letto. Devono leggere molto (o almeno un po’), organizzare quello che hanno letto, confrontare i testi, trovare omogeneità, differenze, costanti, ecc. E poi scrivere.

L’altra ragione, che si intreccia continuamente con la prima, è invece la ragione dell’informazione. Chi va in biblioteca per questo motivo è interessato ai testi come contenitori di informazioni (ad esempio: vorrei sapere a che epoca risale il quartiere in cui vivo, oppure in quale stagione si piantano gli asparagi), ovvero è interessato ai libri e ai documenti come canali di informazione e aggiornamento sul mondo (giornali, riviste, periodici specializzati in un certo campo).

C’è poi un terzo bisogno. Si va in biblioteca semplicemente perché è un contenitore essa stessa, perché è un luogo che ci attrae. Si va per prendere in prestito un romanzo, un CD musicale, un DVD con l’ultimo film diretto da Stallone, si va per studiare in compagnia, oppure per scaricare la posta elettronica. Si va perché si è curiosi o si vuole usare meglio un po’ di tempo libero.


Uno spot della biblioteca del Comune di Cesate, in provincia di Milano: la biblioteca per tutti, dove si può fare di tutto…

Voglio semplificare ancora di più: possiamo dire che esistono le biblioteche per scrivere e le biblioteche per leggere. La biblioteca per scrivere è legata alle ragioni della ricerca, della scienza, della creatività. La biblioteca per leggere è legata al desiderio di informazione, di aggiornamento, di divertimento e di cultura.

Le biblioteche sono diverse l’una dall’altra. Sono luoghi che assorbono come spugne la storia in cui sono immerse e il pensiero dei lettori che le hanno frequentate. Non è sempre facile capire quale biblioteca ti serve ma, intanto, impara a conoscere le biblioteche della tua città o che ti sono più vicine.

Prova a suddividere le biblioteche in base al numero dei testi disponibili, alla loro varietà (ciò di cui trattano, le materie, i soggetti), alla profondità storica delle raccolte (cioè se i testi disponibili sono quasi tutti recenti o se sono molto risalenti nel tempo). Intorno a questi ingredienti si raccolgono molti altri caratteri, segni inequivocabili di vocazioni diverse.

L’antica biblioteca di Alessandria, con le leggende che la circondano, rappresenta il prototipo della biblioteca universale poiché raccoglieva (o voleva raccogliere) tutti i libri, su tutti i soggetti, in tutte le lingue. Anche la biblioteca nazionale è una biblioteca che tende ad avere un numero molto alto di testi, in tante materie, per un’estensione storica che è lunghissima (conserva grandi fondi storici e, per legge, raccoglie tutti i libri pubblicati in Italia). Una biblioteca per specialisti è invece una biblioteca che ha moltissimi testi, in tante lingue, su una sola area tematica e, a seconda dell’area, con una sedimentazione storica molto profonda (per esempio la biblioteca musicale dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma). Infine, la piccola biblioteca comunale vicina alla nostra casa è una biblioteca con tante materie ma con pochi libri, quasi tutti recenti: ti sarà molto utile per trovare qualcosa da leggere durante le vacanze.

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