La scrittura per pochi: creare e comunicare con Dio

Però, fin dalle origini, la scrittura è stata usata anche per scopi diversi da quelli amministrativi e pratici. Nella cosiddetta biblioteca dell’antica città di Ebla (in Siria, dove sono state ritrovate 20.000 tavolette in scrittura cuneiforme) vi sono prevalentemente contratti e testi amministrativi. Ma ci sono anche alcune poesie.

La scrittura ha anche una funzione creativa e una funzione sacra. Se la scrittura è uno strumento per comunicare oltre il tempo e oltre i luoghi, l’uomo ha pensato di utilizzarla per comunicare con l’aldilà, con chi lo abita e con gli dei. Contemporaneamente alla civiltà sumera, in Egitto la scrittura assume una funzione sacra. I geroglifici sono segni sacri, scolpiti nella pietra o dipinti: una scrittura specializzata che, per questa ragione, si è mantenuta pressoché immutata nel tempo. Pensa ai testi funerari (che in genere si chiamano Il libro dei morti), dipinti sulle pareti delle tombe, sui sarcofaghi e, più tardi, trascritti su papiro, testi che dovevano accompagnare l’anima nel suo pellegrinaggio attraverso le regioni ultraterrene e dovevano anche servire al defunto come testimonianza della sua vita di fronte agli dei. La scrittura, in questo caso è uno strumento di comunicazione con la realtà che trascende l’uomo. La scrittura diventa una preghiera.

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