I mezzi del contatto: i bibliotecari

Per entrare in contatto con i testi puoi chiedere aiuto a coloro che lavorano in biblioteca. In ogni biblioteca c’è almeno un luogo dove si danno informazioni, ci sono assistenti di sala, ci sono bibliotecari che orientano e aiutano.

Chi è il bibliotecario se non colui che facilita il contatto con i libri e il contatto tra i libri? Ma che mestiere è quello del bibliotecario? Melville, nelle pagine introduttive di Moby Dick si rivolge ad una specie di bibliotecario (sub-sub librarian, cioè sotto-sotto bibliotecario) e gli lancia una maledizione: «Tu appartieni a quella genia terrea e disperata che nessun vino al mondo potrà mai scaldare […]. Quanto più vi sforzate di piacere al mondo, tanto più resterete per sempre senza un grazie!». Forse per questo, nessuno vuole fare il bibliotecario da grande. Forse per questo cercherò di fartelo conoscere meglio. In biblioteca avrai bisogno di lui.

Un tempo il bibliotecario rappresentava la via maestra per arrivare ai libri. Era egli stesso la rappresentazione e lo specchio della biblioteca. Era considerato una fonte di informazioni e di sapienza, conosceva i libri per averne letti moltissimi, conosceva le lingue, gli autori, la storia delle collezioni librarie e la loro collocazione nei paesi civili. Scambiava corrispondenza con altri bibliotecari ed eruditi e con i lettori più famosi che frequentavano la sua biblioteca.

Prima della stampa il bibliotecario sostituiva il catalogo. Ricordi la biblioteca labirinto de Il nome della rosa di Umberto Eco? Ad un certo punto del libro, il bibliotecario Malachia spiega a Guglielmo di Baskerville che nel catalogo (il «voluminoso codice coperto di elenchi fittissimi») i libri erano registrati secondo l’ordine del loro ingresso nelle mura della biblioteca. E quando Guglielmo osserva che in questo modo è molto difficile trovare i libri, Malachia risponde: «Basta che il bibliotecario li conosca a memoria e sappia per ogni libro il tempo in cui arrivò. Quanto agli altri monaci possono fidarsi della sua memoria».

Forse il bibliotecario del passato che meglio rappresenta il bibliotecario-catalogo è Antonio Magliabechi (1633-1714), un bibliomane che raccolse una biblioteca di 30.000 libri e fu quindi prima di tutto bibliotecario della sua collezione, prima che Cosimo III dei Medici gli affidasse la cura della Biblioteca Palatina in Palazzo Vecchio, a Firenze. Si sa poco di Magliabechi e ciò che si sa sembra quasi la caricatura del bibliomane. Trascorse la vita a leggere stampati e manoscritti e a rispondere ad eruditi di tutta Europa. Usciva raramente e si racconta che si nutrisse pochissimo e solamente di cibi che non richiedevano fuoco, per non mettere in pericolo i suoi libri. «Non notò mai cosa che lesse»,” scrive Foscolo «e non se ne dimenticava alcuna; e citava senza esitare il volume, la pagina e l’edizione di ogni opera intorno alla quale veniva consultato». E così nacque la biblioteca Magliabechiana che è alle origini dell’attuale Biblioteca nazionale di Firenze. Nelle migliaia di lettere che egli riceveva da tutta Europa e che sono conservate alla Biblioteca nazionale di Firenze, si riflette una delle funzioni fondamentali del bibliotecario: l’assistenza a chi ricerca.

Ora quel tipo di bibliotecario non esiste più. Se i libri sono milioni, se ogni anno, solo in Italia, si pubblicano 60.000 volumi, nessuno può conoscerli tutti. Ora i bibliotecari favoriscono il contatto con i libri in tre modi: scelgono i testi che devono far parte della biblioteca, creano vari generi di indici e cataloghi, comunicano con i lettori. Prova a chiedere, a fare domande: come faccio a trovare questa rivista che la biblioteca non possiede? Come faccio a sapere se San Francesco era vegetariano? C’è un racconto di viaggi che posso far leggere a mia figlia che ha terminato la scuola elementare? Come si usa il catalogo in Internet? Di fronte alle domande più complesse qualche volta il bibliotecario può solo orientarti, suggerirti l’uso degli strumenti che trovi in biblioteca (prima di tutto del catalogo); in altri casi può sorprenderti, proporti una lettura preziosa per iniziare, o immaginare insieme a te una nuova ricerca. Talvolta sentirai di essere un po’ sola e un po’ smarrita, proprio come il generale Stumm di fronte ai libri della Biblioteca nazionale di Vienna (ricordi?). Ma se troverai un bravo bibliotecario, perderai meno tempo e spesso capirai meglio, parlando con lui (o con lei), ciò che veramente stai cercando.


Se troverai un bravo bibliotecario, perderai meno tempo e spesso capirai meglio, parlando con lui (o con lei), ciò che veramente stai cercando.

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