Le biblioteche non sono musei

Guardati intorno: è più importante di quanto ti possa sembrare. Basta poco per accorgerti che la biblioteca non è un museo e non è una libreria. Poi ti accorgi di un’altra cosa. In una biblioteca uomini e donne scrivono. Ma, anche, si muovono, si riposano, si incontrano, leggono per curiosità e talvolta in un modo sorprendente e casuale.

Prima di tutto, la biblioteca non è un museo. In un museo vedi uomini e donne accostarsi agli oggetti, alle cose che sono esposte per essere osservate, muoversi da un oggetto all’altro, secondo percorsi che possono variare ma che sono decisi da chi ha organizzato il museo.

In una biblioteca uomini e donne sono per lo più seduti o si muovono tra gli scaffali alla ricerca di qualcosa. Non vogliono osservare, apprezzare qualcosa che è stato esposto per loro, ma cercano. Cercano libri o cercano dentro i libri. Per fare ciò, leggono. Alcuni sfogliano rapidamente un libro o un giornale inseguendo una persona, un evento, un numero, qualcosa che non sappiamo. Altri leggono e prendono appunti, scrivono utilizzando un computer portatile. Alcuni leggono, si fermano, alzano lo sguardo, riflettono, si tolgono gli occhiali, sembrano guardarti ma stanno pensando. Poi sono di nuovo sul testo. Ciò che fanno i lettori dipende anche dal tipo di biblioteca e dal tipo di libri a cui si accostano. Vi sono biblioteche in cui gli studiosi usano lenti d’ingrandimento o i guanti per proteggere i documenti consultati. In altre vedrai ragazzi leggere affossati in una poltrona o usare il proprio netbook seduti per terra, tra gli scaffali.

Immagina un fumetto sopra ogni persona che frequenta la sala di lettura di una biblioteca. Ogni nuvoletta conterrebbe il dialogo tra quella persona e i libri che sta leggendo per ragioni di studio, per divertimento o per altro. C’è un film, Il cielo sopra Berlino, in cui gli angeli, con sciarpa e cappotto nero, attraversano la grande sala di lettura della Staatsbibliothek (la più grande biblioteca della Berlino Ovest del tempo), e, tra i tavoli e gli scaffali, possono ascoltare i pensieri degli uomini e delle donne che leggono.

Poi, al contrario dei musei, nelle biblioteche gli oggetti si muovono insieme a chi li usa. Nelle biblioteche uomini e donne si accostano ai libri continuamente, sfruttando tutta la libertà che è loro concessa. Più sono liberi e più li usano. I libri sono oggetti che i lettori chiedono, prendono, toccano, aprono, talvolta maltrattano. Si stabilisce un rapporto univoco tra il lettore ed il libro che sta leggendo. Quando leggi un libro in biblioteca quel libro entra nella sfera della tua persona ed è difficile interferire. Capita, nelle sale di lettura, che chi ha preso un libro dagli scaffali, lo ricollochi al posto sbagliato. Non credere che sia sempre un errore. Talvolta è uno stratagemma un po’ sleale per essere sicuro di ritrovare quel libro il giorno dopo ed impedire ad altri (e al povero bibliotecario) di utilizzarlo. Le biblioteche più antiche cercavano di controllare questa voglia di contatto perché i libri che custodivano erano oggetti preziosi. A Cesena, nell’antica Biblioteca Malatestiana, i codici manoscritti sono incatenati ai banchi di lettura. Ma quella biblioteca è ormai diventata ciò che non era: un museo.

E invece spesso le biblioteche sono l’opposto: simili a supermercati o grandi negozi di noleggio gratuito. Puoi andare in biblioteca, cercare un libro, trovarlo, prenderlo in prestito. Ci sono biblioteche in cui esistono dispositivi per il prestito self service: basta appoggiare i libri e la propria tessera di iscrizione sul ripiano della stazione di prestito e automaticamente, nella banca dati della biblioteca, quei libri saranno associati (fino al loro rientro) al possessore della tessera che in questo caso sei tu. La macchina stampa una lista e tu puoi uscire con i tuoi libri sotto il braccio. Allora la biblioteca ti sembrerà un videonoleggio gratuito.

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