Le notizie sui libri: il frontespizio

La prima domanda a cui rispondono i cataloghi è quella che sembra più ovvia: c’è in biblioteca il libro di questo autore e con questo titolo? L’autore e il titolo: il nome e il cognome di ogni libro. Ogni libro moderno ha dentro di sé una descrizione, un biglietto da visita che lo rende riconoscibile, senza dover leggere il testo. E’ il frontespizio. Forse non dai tanta importanza al frontespizio perché in molti libri è la copertina quella che ti attrae. Ma un tempo, fino all’ottocento, le copertine dei libri erano mute e poco importanti. Un tempo i frontespizi avevano dentro di sé anche frasi che riassumevano il contenuto del libro, dediche, motti, immagini simboliche, cornici. In tanti libri del 600 e del 700 il frontespizio è un’incisione, con immagini estrose per attrarre e per stupire l’acquirente.

Il frontespizio è lo strumento che il lettore – e il bibliotecario – normalmente usano per conoscere l’autore e il titolo (e anche l’editore o il tipografo e l’anno di stampa) ma un tempo era una pagina magica dove autori e titoli nascevano, edizione dopo edizione. In Internet puoi vedere i frontespizi delle prime edizioni a stampa della Divina Commedia: http://www.nd.edu/~italnet/Dante/text/Title_Pages.html. Le prime edizioni si ebbero nel 1472 e non avevano il frontespizio, proprio come nei manoscritti. La prima pagina cominciava con i primi versetti dell’Inferno. Uno dei primi frontespizi si ebbe con l’edizione di Pietro Quarengi: un frontespizio dove era scritto soltanto Dante Alighieri Fiorentino. Del resto qual’era il titolo che aveva dato Dante? Non lo sappiamo: sappiamo solo che Dante, nell’Inferno, chiama il suo poema Commedia. In una edizione del 1502 il titolo è Le terze rime di Dante. Solo in un’edizione del 1555 il titolo diventa La divina commedia come lo chiamiamo noi oggi. Ancora nel ‘600 vi erano edizioni con il titolo La visione.

Come vedi, il frontespizio è un’invenzione della stampa. Prima non esisteva. E così, anche oggi, dov’è il frontespizio delle pagine web, dei siti internet, dei documenti in rete, instabili e in continuo cambiamento? Cambia la tipologia e la pubblicazione dei testi e allora ci chiediamo: chi ha scritto quel documento? E qual’è il titolo? Chi ha creato quel sito web? Dov’è la data di creazione o di aggiornamento? Talvolta li troverai al loro posto, all’inizio di un documento PDF. Talvolta nella parte visibile delle pagine web oppure nascosti nel codice html, dove i motori di ricerca vanno a cercare le parole che digiti.

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