I libri nei magazzini

Le biblioteche, dall’inizio dell’ottocento, non coincidono più con una sala di lettura (grande o piccola che sia). I libri sono troppi ormai e le biblioteche non hanno più spazio sufficiente nelle antiche sale. Nascono i magazzini librari, aree dove non ci sono tavoli di lettura, dove i lettori – di solito – non possono entrare e muoversi liberamente, dove i libri sono allineati sugli scaffali per chilometri e chilometri. Immagina una biblioteca di 500.000 volumi. Considerando che in un metro si possono collocare in piedi, con il dorso perpendicolare al piano di appoggio, non più di 50 volumi (spesso molto meno), se provi a mettere in fila tutti i volumi della biblioteca raggiungerai una distanza, come minimo, di circa 10 chilometri. Hai mai visto i magazzini librari di una grande biblioteca? Di una grande biblioteca universitaria o nazionale? Sono dei luoghi strani, soprattutto quando si tratta di magazzini intensivi. Per visitarli ti porteranno spesso in un edificio a forma di torre a più piani, con i soffitti molto bassi, talvolta i pavimenti in grata di ferro, dove le scaffalature si susseguono con corridoi un po’ stretti. Queste torri librarie talvolta sono interrate ma spesso sono visibili dall’esterno. In qualche caso i lettori senza saperlo ce le hanno …in testa. Per esempio, nella biblioteca civica di Verona il magazzino intensivo progettato da Pier Luigi Nervi (l’ingegnere che negli anni ‘50 progettò il Palazzo dello sport a Roma) è come un bunker sopra le sale di lettura.

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La Civica di Verona: il magazzino… sopra la testa

C’è un senso di smarrimento quando si immagina quanti libri sono custoditi in una grande biblioteca. Ne L’uomo senza qualità, scritto da Robert Musil negli anni trenta, c’è un personaggio, il generale Stumm, che un giorno visita la biblioteca nazionale, a Vienna. Percorre le file dei volumi accompagnato dal bibliotecario e, improvvisamente, comincia un ragionamento: «Ma ci credi? Quando vedo che la passeggiata non finisce e chiedo spiegazioni al bibliotecario, sai quanti volumi possiede quella dannata biblioteca? Tre milioni e mezzo, m’ha risposto! Siamo circa al settecentomillesimo, dice lui, ma io mi metto a calcolare… be’, non voglio annoiarti, ma al Ministero ho rifatto il conto con carta e matita: diecimila anni mi ci vorrebbero per venirne a capo! In quel momento mi sono fermato su due piedi e tutto l’universo mi è sembrato un grande imbroglio. Anche adesso che mi sono calmato, ti dico e ti ripeto: qui c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato!». Cos’è sbagliato secondo il generale Stumm? Forse la tecnologia che ha dato all’uomo il potere di produrre così tanto testo, di diffonderlo e la pretesa di conservarlo. La sua è una delle prime manifestazioni di angoscia per il sovraccarico di testi e informazioni.

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