I testi prima della scrittura?

Prima della scrittura i testi (questi messaggi fatti di parole) esistevano? Sì, come sai bene, la letteratura esiste prima della scrittura. Il desiderio di comunicare, in tutte le forme che ci sono possibili, è dentro il nostro cuore e dentro la nostra mente e il linguaggio verbale è lo strumento tipico dell’homo sapiens. Esistono ancora narrazioni, poesie, canti, ed altre espressioni culturali che vivono nella memoria dei popoli. Gli uomini, in fondo, possono sostituire i libri. O meglio, i testi possono essere trasmessi agli uomini tramite altri uomini. Ray Bradbury in Fahrenheit 451 (pubblicato nel 1953) immagina un mondo dove un potere tirannico brucia i libri e allora coloro che combattono tale potere si fanno libri essi stessi. Ciascuno custodisce nella propria mente un’opera. «Non siamo che sopracoperte di volumi» confessa un personaggio. Ricordano ciascuno un’opera e attendono che le guerre finiscano per poterla “recitare” per l’ultima volta e finalmente ristamparla. François Truffaut ne fece un film: puoi vedere qualche scena in YouTube.

Nel mondo antico, prima della scrittura, accadeva qualcosa di simile. Come si trasmettevano le idee e le informazioni? Il sistema più semplice era l’imitazione e l’apprendimento visivo. Se ti affianchi a qualcuno che fa un lavoro, che usa uno strumento, imparerai dalle sue parole ma soprattutto guardando ciò che sta facendo. Ma oltre alle tecniche, una società ha bisogno di trasmettere valori, idee, regole. In un mondo senza scrittura questa trasmissione può avvenire tramite la narrazione e la poesia. La ripetizione, il ritmo, il mito erano strumenti fondamentali prima dell’invenzione della scrittura. C’è un libro famoso di uno studioso americano (Cultura orale e civiltà della scrittura. Da Omero a Platone, di Eric A. Havelock), che descrive la civiltà di Omero, nella quale la trasmissione della cultura è orale e si basa sulla poesia: la poesia epica è una specie di biblioteca di consultazione, un’enciclopedia che tutti conoscono e a cui tutti possono attingere (ricordando o facendosi raccontare da altri), un trattato di etica, di politica, di arte della guerra.

I greci di quel tempo non usavano gli occhi per studiare e per apprendere dai libri. Preferivano usare le orecchie e imparavano a memoria immedesimandosi in ciò che imparavano, come gli attori si immedesimano nella loro parte.

L’infanzia del mondo è come l’infanzia dell’uomo. Ricordi quando, piccola piccola, non sapevi leggere e scrivere e ascoltavi i miei racconti prima di dormire? Quante volte mi hai fatto ripetere i racconti che ti piacevano di più. Non ti stancavi mai di ascoltarli. Ti piacevano, ma, attraverso la ripetizione, imparavi, accumulavi informazioni. Il tuo papà era come il tuo libro, da cui assorbivi idee e valori.

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Amare la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia. Questo è il cuore di “Nati per Leggere” nato dalla collaborazione tra bibliotecari e pediatri. Dal 1999, il programma ha l’obiettivo di promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita.


Questo è lo spot di “Nati per leggere”.

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