La scrittura alfabetica, la scrittura per tutti

La storia della scrittura, in poche parole, è la progressiva separazione del disegno dal segno. Lentamente, partendo dalla rappresentazione degli oggetti come in una pittura (pittogrammi), alla rappresentazione stilizzata di oggetti ed idee (ideogrammi) l’uomo ha creato segni sempre più astratti, fino all’alfabeto. Attraverso l’alfabeto la scrittura è diventata astratta, si è liberata da qualunque riferimento alla realtà o dal riferimento ai suoni concreti delle sillabe. Questa è la massima evoluzione. Quando i Fenici hanno inventato l’alfabeto a cui i Greci hanno aggiunto le vocali, la scrittura è diventata uno strumento che tutti potevano utilizzare. I segni dell’alfabeto sono pochi ed esprimono suoni di per sé non pronunciabili. Solo la loro combinazione crea la parola. Pochi segni (poco più di venti nell’alfabeto greco) sono sufficienti ad esprimere tutte le parole, concrete ed astratte. Così la casta degli scribi e dei sacerdoti ha perso gran parte del suo potere. L’alfabeto è diventato uno strumento che consente a tutti con fatica, ma con una fatica infinitamente minore, di imparare a leggere e a scrivere.

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