Le biblioteche portano in rete i libri più preziosi

Ogni biblioteca importante tende a mettere in rete copie digitali di alcuni libri tratti dalle proprie collezioni, costruendo una specie di mostra bibliografica virtuale e permanente. Spesso si tratta di documenti appartenenti alle cosiddette collezioni speciali che ogni grande biblioteca possiede, cioè libri antichi, o particolarmente preziosi per caratteristiche e contenuti. In questo modo, le biblioteche pensano di proteggerli dal contatto fisico e li rendono visibili ad un numero più grande di lettori. Ricordi la copia digitale della Bibbia di Gutenberg o del libro di Domenico Fontana sull’obelisco vaticano? Un altro esempio affascinante: sul sito della Biblioteca nazionale di Napoli puoi vedere i manoscritti autografi dei Canti di Leopardi http://www.bnnonline.it/biblvir/leopardi.htm.

Leopardi segreto

Con quelle stesse copie digitali le biblioteche organizzano mostre virtuali dove puoi, toccando, come sull’iPad, lo schermo di bacheche elettroniche, sfogliare antichi codici, ingrandire le miniature e leggere le note a margine. Ricordi i libri nelle bacheche di vetro che non potevi aprire? Dentro le bacheche elettroniche puoi avere l’illusione di toccarli.

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