Il libro dopo l’invenzione della stampa

Prima della stampa le possibilità di diffondere un testo erano limitate dalla necessità di copiare, copiare, copiare. Ogni esemplare di opera manoscritta, anche se copiato più volte, era un originale perché vi erano, inevitabilmente, differenze tra una copia e l’altra.

La stampa cambiò tutto. Le lettere dell’alfabeto si separarono dalla mano dell’uomo e divennero un insieme di oggetti forgiati disponibili nella cassetta del tipografo. Un alfabeto a caratteri mobili che si componeva e si scomponeva nella forma tipografica che doveva servire per la stampa. Prima i caratteri stavano nel pensiero di chi scriveva e si materializzavano nella scrittura, creata dal movimento misterioso della mano. Ora sono raccolti nella cassetta da cui il tipografo attinge per comporre. E una macchina, il torchio, li imprime sulla carta. Prima il copista era padrone del suo lavoro dall’inizio alla fine e ne dettava i tempi e i modi. Ora il tipografo fa parte di un’officina. Il libro diventa un oggetto riproducibile, un oggetto in serie.

Immagina ciò che successe dopo il 1455 quando Gutenberg finì di stampare la sua Bibbia (ne puoi vedere una copia digitalizzata sul sito della British Library, cioè della più grande biblioteca inglese http://www.bl.uk/treasures/gutenberg/homepage.html). I libri stampati nel ‘400 si chiamano incunaboli, cioè “libri in culla” e spesso non è facile distinguerli da un manoscritto dello stesso periodo o dei due secoli precedenti. Chi stampava un libro nelle prime officine tipografiche aveva come modello il testo manoscritto. Infatti, se non sei esperta o se guardi distrattamente un manoscritto e un incunabolo avrai difficoltà a distinguerli. Il manoscritto ti sembrerà un antico libro a stampa.

Invece nulla era come prima. Nei primi 50 anni di storia della stampa furono stampati circa 10 milioni di copie. Un numero impressionante se consideriamo le pochissime copie manoscritte che era possibile produrre in un anno. In quel momento, la differenza enorme tra il libro manoscritto e il libro a stampa diventò … il prezzo. Ora i libri potevano circolare con più facilità. Sia perché erano più numerosi, sia perché costavano meno; e costavano meno in quanto se ne doveva produrre tanti per coprire le spese di investimento iniziale (caratteri mobili, torchi, carta, manodopera, ecc.). Ora gli studenti universitari potevano imparare non solo ascoltando il docente e disponendo di pochissime e costose copie di un opera. Ora potevano imparare anche da soli, utilizzando il libro come uno strumento di autoapprendimento. Ora i libri religiosi potevano circolare tra i fedeli – e addirittura arrivare alle donne – con una facilità prima impossibile.

Attraverso l’edizione a stampa un testo diventava stabile e la sua conservazione nel tempo poteva dirsi certa: non era più affidata a poche copie corrotte dagli interventi successivi dei copisti e sempre soggette al pericolo di distruzione o dispersione.

La vera diffusione inizia con la stampa e le conseguenze sono molte e sorprendenti. Pensa alle lingue nazionali che furono “fissate” quando, per ciascuna lingua, furono prodotte le prime edizioni a stampa della Bibbia o dei principali testi religiosi. Pensa alla possibilità per gli scienziati e i letterati di avere tanti testi diversi e poterli studiare senza doverli trascrivere, oppure alla possibilità di avere mappe geografiche o mappe astronomiche stampate, finalmente libere dagli errori dei copisti. Oppure pensa alla possibilità di diffondere le immagini e i testi del potere politico tramite la stampa: le immagini dei re e dei principi, le leggi, i trattati.

Infine la stampa diede un contributo straordinario alla scienza poiché attraverso la stampa si crearono comunità di tecnici (architetti, ingegneri, astronomi, geografi) che si conoscevano attraverso i loro scritti. Nel 1590 Domenico Fontana pubblicò un libro famoso dedicato in gran parte al trasporto e alla messa in opera dell’obelisco di Piazza San Pietro per volere del papa Sisto V. Una copia di questo libro ti costerebbe molte migliaia di Euro ma lo puoi vedere in Internet riprodotto in immagini digitali e sfogliarlo liberamente nel sito della Biblioteca nazionale del Portogallo http://purl.pt/6256. Si intitola Della trasportatione dell’obelisco Vaticano et delle fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V, fatte dal caualier Domenico Fontana architetto di Sua Santita. L’obelisco, del peso di 320 tonnellate, era già innalzato nel circo di Nerone, nell’area vaticana, perciò il trasporto non fu lungo e certamente meno complicato del trasporto fatto in epoca romana dall’Egitto. Ma per le tecniche del tempo si trattò comunque di una vera impresa. Il racconto di Fontana in un libro di grande formato e le bellissime tavole che accompagnano il testo, resero epico questo evento, fecero conoscere in tutta Europa le macchine e le tecniche utilizzate, l’architetto e il suo committente.

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