I mezzi del contatto: i libri in fila sugli scaffali

Il primo mezzo per il contatto con i testi è il tuo corpo che si avvicina ai libri. Pochi o molti che siano, collocati in spazi grandi o in una piccola sala di una biblioteca di paese, prova ad avvicinarti ai libri sugli scaffali. Sono accostati tra di loro dritti, in piedi, compatti, quasi a formare una parete di pieni e di vuoti. Talvolta, gli ultimi libri della fila sono un po’ piegati, la fila si sgrana, i libri si inclinano.

In che ordine sono i libri davanti a te? Quando scorri con lo sguardo una fila di libri, stai interpretando l’ordine che qualcuno ha dato loro. E’ proprio l’ordine, il segreto. Attraverso quell’ordine, il tuo semplice gesto di avvicinamento ti consente di entrare in contatto con i libri che ti sono utili. I libri, raggruppati, messi in fila su di uno scaffale, sono uno straordinario strumento per assaggiare testi, soprattutto se stai cominciando una ricerca Una sala organizzata per argomento può farti assaggiare molti testi in poco tempo, può orientare il tuo cammino di ricerca. Da uno scaffale puoi prendere un libro, consultare rapidamente il sommario, capire se ti serve o no, controllare la presenza di un nome nell’indice dei nomi. E’ un po’ l’effetto libreria che tuttavia, in una biblioteca è molto diverso per la dimensione storica delle pubblicazioni presenti: non solo le novità o i libri ancora in commercio ma anche tantissimi testi che non potresti trovare in nessun altro luogo.

Come accostano i libri i bibliotecari? Nei magazzini, nelle torri librarie dove i lettori non possono arrivare, i libri sono collocati per sfruttare meglio lo spazio. I libri della stessa altezza sono vicini, in un sequenza che rispetta spesso l’ordine di arrivo in biblioteca. Ma se il lettore può avvicinarsi allo scaffale, i libri devono avere un ordine fatto per lui, non per risparmiare spazio. Per questo trovi spesso i libri di narrativa in ordine di autore: è un buon sistema per trovare il romanzo o la raccolta di poesie che ti serve. Ma, nella maggior parte dei casi, i libri sono in ordine di materia. I libri che trattano lo stesso argomento sono vicini.

Fino all’ottocento, tutti i libri erano collocati così, in un ordine che rispecchiava il contenuto dei libri stessi. I libri erano considerati espressione della sapienza dell’uomo e, anche per custodirli, si ricorreva all’organizzazione del sapere così come si presentava nelle varie epoche. Così nei saloni delle biblioteche più antiche ti sentirai circondata, quasi schiacciata, non solo dai libri ma anche dal pensiero che vi è contenuto, materializzato nello schieramento delle materie sulle scaffalature (teologia, filosofia, diritto, matematica…).

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