Le biblioteche creano biblioteche digitali in rete

Le biblioteche più importanti duplicano parti di se stesse nel nuovo alfabeto digitale e costruiscono collezioni organizzate di documenti, chiamate biblioteche digitali. Ad esempio sul sito della Biblioteca Braidense di Milano puoi trovare una collezione di circa 900 riviste e giornali italiani dell’ottocento e del novecento http://www.braidense.it/risorse/emeroteca.php. Spesso, per evitare di digitalizzare più volte gli stessi libri, partecipano a progetti nazionali o internazionali, dove i libri provenienti da biblioteche diverse vanno a costituire collezioni digitali di varie dimensioni. Nascono poi portali che raccolgono, come in un catalogo, le notizie che descrivono i testi e i link alle copie digitali. La più importante in Europa si chiama Europeana http://www.europeana.eu/portal/ voluta dall’Unione Europea dove oltre ai testi trovi immagini e video provenienti da biblioteche, musei e istituti culturali in tutta Europa. Non è sempre facile capire con quali criteri sono formate le biblioteche digitali. Spesso si mette insieme solo ciò che si ha, ciò che è già disponibile in formato digitale. Talvolta i progetti di digitalizzazione si devono interrompere prima che siano terminati per mancanza di fondi. Talvolta si fanno errori tecnici o si danneggia irreparabilmente la copia originale. E’ un processo lungo, faticoso e pieno d’incidenti: come quando si passò dal libro manoscritto al libro a stampa.


Un video su Europeana


Un video di qualche anno fa che ti aiuta a capire come i documenti di ogni genere diventano digitali in Europeana

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