Ogni libro è una biblioteca

Adesso hai sul tavolo i libri che cercavi o che, senza cercarli, hai trovato. Aprine uno. Si può scorrere e cercare dentro una biblioteca ma anche dentro un libro. Ogni libro è una piccola biblioteca. Se potessimo visualizzare tutti i riferimenti ad altri testi usati dall’autore – anche dall’autore di un romanzo o di una raccolta di poesie – le pagine ci apparirebbero come tante pagine web costellate da continui link ai testi più diversi, a immagini, a musica e film. Ma pensa che confusione! Quel testo diventerebbe illeggibile, oppure complicato come un videogioco.

C’è chi riassume questa caratteristica dei libri con un termine particolare, dicendo che ogni testo è un ipertesto.

Comunque, così come in ogni biblioteca esiste almeno un catalogo, così in ogni libro ci sono parti che servono per entrare dentro quel testo, per capire di cosa parla e che ne svelano l’ordine.

Gli antichi manoscritti si presentavano come testo continuativo e compatto. All’inizio c’era un incipit e alla fine un explicit (le prime e le ultime parole del testo). Nel libro a stampa come lo conosciamo oggi, il primo e più importante strumento di conoscenza del contenuto è l’indice generale del libro: il sommario. Forse non gli dai molta importanza quando prendi un libro ma se scorri il sommario con lo sguardo, puoi capire di quante parti è fatto il testo, come è organizzato, puoi afferrarne l’anima. E’ quello che in inglese si chiama browsing, cioè scorrere e dominare il testo tramite un ordinamento dato da qualcuno – in questo caso l’autore stesso. Anche nelle biblioteche si può fare browsing. E’ quello che puoi fare davanti allo scaffale pieno di libri organizzati per materia. I bibliotecari hanno organizzato tutti i libri o parte di essi in modo che il lettore possa leggere la biblioteca – o parte di essa – come leggerebbe un sommario.

Invece, alla fine del libro, c’è l’indice analitico, oppure dei nomi o dei nomi geografici. Mentre il sommario può essere alla fine o all’inizio del testo, questi altri indici sono sempre alla fine. Mentre l’indice sommario può nascere prima del testo e può rappresentare, per l’autore, la traccia da seguire per la costruzione stessa del testo e la sua scrittura, gli altri indici nascono sempre dopo, alla fine del lavoro. Sono come gli schedari di una biblioteca. Ti permettono di penetrare dentro il testo, di coglierne una parte specifica, di estrarre un’informazione così come gli schedari ti permettono di individuare un libro all’interno di una grande biblioteca.


Ogni libro è una piccola biblioteca…”Scegli la tua storia”

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