Testi per le biblioteche, testi per gli archivi

Ma vediamo meglio: quali sono i testi conservati e diffusi in biblioteca? Ed esistono luoghi simili?

Si scrive per tanti motivi. Siamo immersi nei segni, creati dall’uomo per comunicare. Una parte sono immagini, una parte sono testi più o meno lunghi. Prova a trascrivere su di un quaderno i testi che incontri nel tragitto da casa a scuola. Sono tanti, diversi l’uno dall’altra: dal ritaglio di cartone con la scritta “Sono per le scale” che il nostro portiere ha lasciato sul vetro della portineria, ai nomi che identificano i luoghi e le cose che incontri (il nome della banca, l’insegna dei negozi, la targa delle macchine); dai testi che ti ordinano qualcosa (STOP o AVANTI al semaforo) alla pubblicità. Ma nella passeggiata verso scuola ricevi anche un messaggio sul tuo telefono cellulare, lo leggi, sorridi e rispondi. E allora ti rendi conto di quanti messaggi attraversano l’etere e anche che quel testo è stato scritto per te, solo per te. Poi arrivi a scuola. Apri il tuo zaino e ti accorgi di aver portato con te oggetti che contengono testi. Tra i tuoi libri di scuola vi sono poemi epici, romanzi dell’ottocento, testi di storia, di filosofia. Oggetti recenti che contengono testi che risalgono ad un tempo lontanissimo e che hanno continuato a comunicare per secoli o per millenni all’umanità intera.

Provo a riassumere. Si scrive per tre motivi: per ricordare, per comunicare a qualcuno o per comunicare a tutti e cioè per rendere pubblico il proprio pensiero.

Pensa di scrivere una lettera al tuo ragazzo, una lettera di carta come non si scrivono quasi più. E poi immagina di scrivergli delle frasi d’amore sui muri della tua scuola. Qual è la differenza? Forse il contenuto è lo stesso ma, beh, penso che tu le scriveresti per motivi diversi: la lettera è un messaggio solo per lui, che non vorresti fosse letto da nessun altro. Le frasi sul muro della scuola sono una dichiarazione pubblica d’amore, un messaggio per tutti (e per lui di fronte a tutti). Ebbene, se si potesse, la tua lettera d’amore sarebbe conservata in un archivio e la tua scritta, esposta al mondo intero, in una biblioteca.

La biblioteca è, con parole semplici, il luogo dove si raccolgono, si organizzano e si diffondono i testi e tutti gli altri messaggi nati per essere pubblici, “scritti” per il mondo. L’archivio è invece il luogo dove si conservano i testi scritti (quando furono scritti) per uno o più destinatari precisi, e che solo dopo molto tempo possono essere diffusi.

Nel regno della carta, è il numero delle copie l’indizio migliore per capire di fronte a quale documento ci troviamo. Normalmente, quando vi sono tante copie (manoscritte, o a stampa, non importa) allora ti trovi di fronte ad un documento-libro che sarà ospitato da una biblioteca.

Gli archivi sono nati prima delle biblioteche perché, come abbiamo visto, la scrittura nasce per ragioni amministrative. Se su una tavoletta di creta scrivi il numero di sacchi di grano che ti sono stati consegnati hai scritto quella che noi chiamiamo “ricevuta”, un testo amministrativo. Ma pensa alle lettere che nonna ti ha fatto vedere, le lettere che nonno le aveva scritto da ragazza. Anche quelle sono un documento di archivio, dell’archivio della famiglia dei tuoi nonni, un archivio piccolissimo e che probabilmente nessuno storico studierà. Se tra cento anni quelle lettere dovessero finire in una bancarella, allora qualcuno le potrebbe comprare e potrebbe capire qualcosa del mondo di 150 anni prima (ad esempio le differenze nell’uso della lingua italiana o gli strumenti di uso quotidiano o il diverso modo di concepire il ruolo della donna). Metti in piedi una qualunque attività organizzata e nascerà un archivio, ne puoi essere certa. Immagina di aprire un ristorante. Prima ancora di accogliere i primi clienti dovrai sistemare un po’ di carte: licenze e autorizzazioni varie rilasciate dalle autorità comunali, il contratto di affitto del locale, le fatture di chi ti ha fornito l’arredamento, di chi ti fornisce le materie prime, i contratti di lavoro dei tuoi dipendenti, ecc. Allora possiamo dire che un archivio è una raccolta di documenti che nasce intorno alle attività degli uomini e delle istituzioni, secondo un ordine che rispecchia quell’attività. Esistono gli archivi dei Ministeri, dei Comuni, esistono gli archivi delle aziende, delle famiglie e delle persone.

L’origine degli archivi è l’attività degli uomini, l’origine delle biblioteche è la volontà di raccogliere testi per sé o per gli altri.

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