Scomporre il testo

La lettura concentrata è un’esperienza di analisi e di riflessione. Il verbo greco da cui deriva la parola analisi vuol dire scomporre qualcosa nelle parti che la formano. Vuol dire smontare il giocattolo e guardarci dentro. Nulla, più di un testo, è scomponibile: al limite lo puoi scomporre in un elenco di parole.

Quando leggi, segui un discorso – chiamiamolo così – costruito dall’autore. In questo modo il testo si rivela un mosaico di concetti concatenati tra di loro, un efficace strumento di trasmissione del pensiero astratto e del ragionamento. Ma sei tu che decidi il ritmo della lettura e le pause. Sei tu che decidi di fermarti per consultare un vocabolario, un’enciclopedia, un altro testo, per capire qualcosa che non hai capito o per avere conferma di un’idea che ti è venuta in mente. Sei tu che decidi di sottolineare con la matita una frase chiave (ma non farlo sui libri della biblioteca!) o di fermarti per trascrivere sul tuo computer una citazione. I testi scritti spesso dicono stupidaggini o banalità e ti posso garantire che la maggior parte di ciò che si scrive non vale la pena di essere letto. Tuttavia chi scrive deve spiegare, deve raccontare, e ciò che ha detto e raccontato resta lì: posso rileggerlo, confrontarlo con altri testi, avere il tempo per interpretarlo e capire gli inganni che nasconde. Per questo il lavoro che si fa intorno ad un testo, anche solo per leggerlo, è abbastanza faticoso. Tornando su alcune parti più volte o saltandone completamente altre, la lettura di un testo complesso può portarti via giorni interi. Pensa alla differenza con le immagini. Quando hai di fronte un’immagine è tutto diverso, più facile e più difficile nello stesso tempo. L’immagine si “legge” facilmente ma capire ciò che vuole esprimere, il contesto in cui è nata e da cui è stata estratta, l’inganno con cui è stata costruita è più difficile: di solito, ti accontenti di … guardarla.

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