Il libro nel mondo antico: il volumen

Allora, alziamo il vetro della bacheca e apriamo insieme il libro: vorrei aiutarti a capire come funziona questo oggetto e la sua piccola storia.

Nel mondo antico, il principale contenitore di testo scritto era il rotolo di papiro. Nelle esposizioni si vedono brandelli di papiro aperti per mostrare la scrittura ma leggere un rotolo di papiro era un’esperienza diversa dalla lettura di un libro. Quando leggi un libro hai di fronte a te la pagina, uno spazio di lettura definito e stabile. Quando sei arrivata all’ultima riga giri la pagina. Le pagine sono l’unità di misura dei libri che leggiamo. Infatti gli studenti che devono preparare un esame si preoccupano del numero delle pagine, studiano un certo numero di pagine al giorno.

Nel papiro le pagine non erano numerate: alla fine spesso si numeravano le righe ma solo allo scopo di pagare il copista. E come si leggevano i papiri? Se guardi i…rotoli puoi provare ad immaginarlo. Si dispiegavano in senso orizzontale in un modo che non è molto comodo. Bisogna occupare ambo le mani e la porzione di testo che leggi dipende da quanto il rotolo è stato srotolato. Non ci sono pagine. Il testo è fatto da tante colonne che si rendono leggibili ai tuoi occhi man mano che srotoli il papiro. E’ un po’ come con un lungo testo che scorre sullo schermo del tuo computer ma in senso orizzontale.


Un video sui papiri di Ercolano sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C e conservati nella Biblioteca nazionale di Napoli.

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